Suor Imma
<<Storia
della mia vocazione. Sia lodato Gesù e Maria!>>
Voglio esultare e gioire con voi nel Cristo Gesù
che mi ha chiamata a seguirlo in una stupenda “avventura
d’amore”, compiendo opere grandi nella mia vita.
Sono Suor Imma, giovane monaca Redentorista da circa sette
mesi, nell’Ordine del SS. Redentore, nel monastero
di Scala (SA).
Vorrei raccontarvi semplicemente un po’ della mia
storia, per darvi un’idea più chiara, devo
tornare indietro e dirvi che fin da piccola sono cresciuta
in chiesa, perché la mia famiglia ha sempre frequentato
la parrocchia attivamente. Mi ricordo, però, che
nell’età dell’adolescenza, dai 14 anni
fino ai 17, cioè gli anni di scuola superiore nella
Ragioneria, mi sono un po’ lasciata andare, seguivo
i divertimenti del mondo propri di quell’età.
Con una mia amica, Mena, spesso dicevamo: “Dobbiamo
andare a Messa?”, era quasi uno scherzo per noi dire
sì o no. Ma la coscienza mi rimordeva, mi sentivo
infelice e come se mi mancasse qualcosa, anche se non capivo
cosa. Fino a quando un giorno qualcuno mi ha parlato della
Vergine Maria, ed è stata Lei che mi ha salvata,
poiché sempre con questa mia amica, ho cominciato
a far parte di un gruppo mariano, recitavamo il S. Rosario
e meditavamo la Parola di Dio. Posso dirvi che la Vergine
Maria mi ha ricondotta sulla strada giusta, senza farmi
sentire forzata. Non è mancato poi, un altro “caso”,
in cui è avvenuto il mio incontro con Gesù,
perchè la Madonna non viene mai da sola ma sempre
con suo Figlio, ed è stato attraverso la sua intercessione
e la sua bontà materna, che ho potuto sperimentare
l’amore grande e infinito del Signore per me.
Sono entrata in un gruppo del Rinnovamento nello Spirito,
di cui ho fatto parte per circa tre anni, ed è iniziato
in me un cammino di purificazione e guarigione che mi ha
portato ad approfondire l’amicizia con Gesù
spingendomi ad una ricerca amorosa di Lui, facendomi capire
che voleva di più. Devo dirvi che questo tempo è
stato il più bello e ricco di esperienze nuove, di
momenti di intensa preghiera in cui ricevevo tanta luce,
pace e gioia che mi aiutavano ad aprirmi interiormente e
caratterialmente, cosa che trasmettevo a tutti a cominciare
dalla mia famiglia. Questi anni però, sono stati
segnati da un’altra tappa importante, ho potuto gioire
di una vera amicizia, benedetta da Dio: Mena e altre due
ragazze, Anna e Rosaria. Il Signore ci ha legate con un’unione
spirituale molto bella, eravamo affiatate, animavamo col
canto e chitarre la S. Messa in parrocchia, tanto da trovarci
un nome artistico, «ANIMERO’», tratto
dalle iniziali dei nostri nomi. Sperimentavamo come il Signore
ci faceva camminare insieme, più che sorelle, molto
libere tra noi, ci aiutavamo rispettando le scelte l’una
dell’altra; penso proprio che è stata la mia
prima esperienza “in piccolo” di comunità.
In seguito ho lasciato il Rinnovamento, qualcosa in me cambiava,
la mia preghiera era sempre più contemplativa poiché
alla lode e all’invocazione dello Spirito, aggiungevo
l’adorazione a Gesù Sacramentato; il mio incontro
con Lui era più intimo e cominciavo a chiedermi:
“Signore, cosa vuoi da me?”. Forse, dentro,
già sentivo la sua voce che mi invitava a seguirlo
e a tuffarmi in Lui, ma, come ben sapete all’inizio
si fa finta di non sentire e si lotta con l’Amore,
anche perché era difficile lasciare tutte le cose
alle quali ero legata, la mia libertà… le tante
amicizie ed attività che avevo, compreso il lavoro.
Ricordo che spesso mi “perseguitava” l’immagine
del Crocifisso, ovunque andavo ne trovavo uno, non mi spaventava,
ma mi attirava e mi faceva pensare alla grandezza dell’Amore
offerto gratuitamente, non sapevo che in seguito, Egli,
mi avrebbe scelta ad essere Redentorista, quindi a partecipare
alla Redenzione, ad amare le anime fino a donare la vita.
Penso sempre alla prima volta che sono venuta nel monastero,
che gioia ho provato nell’incontro con tutte le suore!
Mi sembrava di volare e il mio cuore faceva capriole, forse
il Signore già mostrava i primi segni del suo progetto
e della storia che stava scrivendo con me e per me. Da allora
sono ritornata molte volte in questo “porto sicuro
e luogo di pace”, soprattutto per giorni di ritiri
e preghiera. Durante un incontro vocazionale di una settimana,
con altre ragazze, guidato dalla responsabile Sr. Anna Maria,
ci trovavamo ai piedi del Crocifisso per meditare sulla
chiamata degli apostoli, in un attimo tutto si è
fermato e intorno a me non esisteva più nessuno “solo
Gesù”, lo guardavo e mi sembrava vero, quasi
che respirasse riposando serenamente sulla croce.
In quel momento Gesù fissandomi, come Matteo, mi
ha detto: “SEGUIMI!” Questa parola è
rimasta scolpita dentro di me e ancora oggi pulsa e vive
nel battito del mio cuore. Sono certa che non è stata
un’immaginazione o un sentimento ma Egli stesso mi
ha fatto capire che mi stava chiamando in questo posto.
La mia risposta gioiosa e piena di entusiasmo è stata:
“Eccomi, sono la tua serva…”. Da quel
giorno tutto è cambiato, sono iniziate tante prove,
paure e sofferenze; innanzitutto perché la mia famiglia
non era d’accordo con la scelta che volevo fare, cioè
di entrare in Monastero, infatti sono trascorsi quattro
anni in cui la mia vocazione si è rafforzata sempre
più, superando ad uno ad uno gli ostacoli e le paure,
prima che i miei genitori – e perfino mia nonna! –
si potessero arrendere alla volontà di Dio su di
me. Il mio sogno finalmente si poteva realizzare!
Il 23 gennaio del 2000, la mia famiglia, in modo particolare
le mie compagne di cammino e i miei parenti mi hanno accompagnata
per bussare alla porta di questo Monastero e iniziare così
la formazione alla vita consacrata per seguire da vicino
Gesù Redentore! Dal primo giorno ho avuto l’opportunità
di conoscere meglio la comunità di amarla e di sentirmi
amata e accolta così come sono. Qui vivo la predilezione
e tenerezza del Signore che mi ha fatto scoprire di volermi
come viva memoria nella Chiesa, diventando suo prolungamento:
tabernacolo dell’Amore per amore!
Ancora oggi mi domandano perché ho scelto la clausura,
non lo so, ma ho sempre creduto nella forza della preghiera,
della vita offerta al Signore e del sacrificio e penso che
anche restando nello stesso posto posso raggiungere ogni
fratello, ogni situazione, ogni parte del mondo. Immagino
le mura della clausura come braccia che stringono l’umanità.
Infatti, oggi, non ho tagliato i ponti con le amicizie lasciate,
la parrocchia, i familiari ma ha trasformato questi legami,
diventando un punto di riferimento spirituale, indegnamente
affido tutti al Signore.
Finalmente è arrivato il giorno più bello
della mia vita: quello delle nozze con l’Agnello!!!
Il 2 febbraio di quest’anno, nella festa della Presentazione
di N. Signore al Tempio, è nata una nuova creatura:
Suor Imma. Con la Professione Temporanea dei consigli evangelici,
con tutta me stessa, ho detto il mio “sì”
davanti alla Chiesa, consapevole di non appartenermi più
ma rivestita dell’abito di Carità, divenire
trasparenza di Dio effondendo intorno a me, con la forza
dello Spirito Santo, amore, pace e gioia! Certamente non
sono arrivata da nessuna parte, ho tanta strada da percorrere
ancora, sapete, quest’avventura con Gesù è
nuova ogni giorno!
Dimenticavo di dirvi una cosa molto importante, volete sapere
delle mie amiche? Una di esse, Mena, per me più di
una sorella, ora è il mio angelo custode perché
è volata al Cielo, circa un mese fa. Mentre le altre
due, Anna e Rosaria, sono in ricerca vocazionale, aiutatemi
nella preghiera… chissà che anche loro approdino
in questo porto!
Mi affido alle vostre preghiere e alla speciale protezione
della Vergine Immacolata, sicura di essere guidata e sorretta,
lungo tutto il mio cammino. Benediciamo insieme il Signore,
perché grande è la sua misericordia!
Vostra Suor Imma OSSR